Adagiata sulle ridenti colline teramane, sullo sfondo
di un paesaggio unico dove le colline diseguali sembrano
creare uno sfondo quasi pittoresco, Controguerra si
erge a 267 metri s.l.m., vantando, oltre al panorama
incantevole, un gradevolissimo clima temperato per
la vicinanza del mare e dei monti della Laga.
Le sue radici di questo comune affondano in un passato
più antico di quanto si possa immaginare. Ne
sono certa testimonianza i numerosi reperti archeologici
rinvenuti un po’ in tutto il territorio comunale:
alcuni sono raccolti in una sala del Municipio, altri,
invece, si trovano in importanti musei a Roma e a
Firenze.
Da essi si deduce che la sua fondazione può
essere fatta risalire gia al periodo preistorico e
romano, anche se è in epoca rinascimentale
che ha conosciuto il suo massimo splendore.
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Molto controversa è, invece, l’origine
del suo nome. Secondo alcuni storici, infatti, il
toponimo deriverebbe dal latino “contrada”
e, da “Guerra”, un nome di persona, molto
attestato in tempi antichi tra le popolazioni che
vi abitavano. Per altri studiosi, invece, esso deriverebbe
dal latino “contra”, “dirimpetto
a”, e presupporrebbe l’esistenza di una
località dal nome “Guerra” che
secondo alcune attestazioni sarebbe identificabile
con Monsampolo, paese che risulta proprio dirimpetto
a Controguerra.
Secondo un’altra ricostruzione, infine, il
nome sarebbe nato già nel 500 d.C. contro gli
eccidi compiuti nella zona da Totila e Belisario al
tempo del conflitto gotico-bizantino (535-553).
IL TORRIONE
Fu costruito nel 1370 su resti di edifici romani.
Collocato sul culmine dell'altura domina tutto il
paese è costituito da un complesso in laterizio
con torrione a pianta quadrata, denominato Palazzo
Ducale in riferimento alla passata signoria degli
Acquaviva.
La torre ha un basamento a scarpa di natura ambigua,
forse originale o forse un rinforzo. L'insieme è
a tal punto rimaneggiato da rendere difficile ogni
datazione stilistica, ma la più probabile rimane
quella che vuole la torre di epoca tardomedievale
ed il resto di età Acquaviviana.
CHIESA SANTE MARIA DELLE GRAZIE
Questa chiesa ci appare oggi nella veste del restauro
del 2000. Divisa in tre navate, presenta una facciata
in laterizio a coronamento rettilineo, scandita da
doppie lesene ai lati dell'ingresso e timpano centrato
sull'architrave. Il campaniletto a vela innestato
sul muro settentrionale risale forse, come il muro
stesso, a restauri seicenteschi dell'edificio più
antico e presenta le campane del XVIII secolo.
L'interno presenta un altare ligneo dorato e dipinto
a doppie colonnini tortili, con al centro un altorilievo
in terracotta raffigurante la madonna con il bambino,
così pesantemente ridipinto da impedirne ogni
selezione stilistica.
LE PINCIAIE
Case rurali in argilla, quasi sempre prive di fondazioni,
erano costruite con blocchi di terra precedentemente
realizzati ed essiccati all’aria. Questi ultimi,
disposti in modo da definire il perimetro della casa,
venivano mescolati ad acqua, paglia, avena ed infine
lavorati ed impastati a mano.
Il tutto richiedeva non meno di due settimane. Era
necessario attendere poi una decina di giorni perché
la struttura si consolidasse per poi essere rifinita
o, eventualmente, innalzata ulteriormente fino al
primo piano.
Solitamente la casa di terra si costruiva su una
collinetta o su una parte alta del terreno perché
in caso di pioggia l’acqua non ristagnasse ma
scorresse via facilmente e la casa rimanesse sempre
asciutta.
Nelle campagne controguerresi si possono ancora ammirare
esemplari di tali costruzioni alcune delle quali ancora
in buono stato di conservazione.
Fonte: Comune di Controguerra.